Un’anomalia tutta italiana

Il percorso avviato con la pubblicazione del Manifesto per l’Open Government intende avvalersi del contributo, dei suggerimenti, delle competenze di tutti coloro che ne condividono gli obiettivi.

E’ evidente che il percorso che abbiamo individuato è conseguente di un’anomalia tutta italiana. Negli altri paesi le proposte di open government nascono su iniziativa governativa come logica conseguenza di una cultura di governo basata su principi quali la trasparenza e la partecipazione. Da noi non è così ma questo non significa necessariamente dover rimanere al palo. Evitando, infatti, letture semplicistiche che rischiano di cadere nel qualunquismo siamo convinti che si debba ripartire dalla vitalità espressa in molti nostri territori e dalle esperienze di buon governo che spesso sono state alla base dell’avvio di importanti processi innovativi. Basta pensare alla recente storia dello sviluppo della telematica pubblica che nasce grazie alla spinta dal basso di decine e decine di rete civiche nate spontaneamente.

Una situazione molto simile a quella attuale in cui al deficit di innovazione del paese si contrappone una moltitudine sensibile e impegnata disponibile a metterci del proprio per ridare un futuro a questo paese.

L’ambizione di questa iniziativa è, dunque, di contribuire a fare sistema di tutte queste energie così da creare la necessaria massa
critica per essere incisivi, individuando un tema federatore comune e un percorso condiviso.

Un percorso, caratterizzato da due tappe principali:

  1. L’elaborazione del Manifesto. Proposto in rete da poche ore ci proponiamo di raccogliere osservazioni, idee e suggerimenti per arrivare ad una versione ampiamente condivisa. Questa fase durerà fino al 15 novembre così da raccogliere tutti i materiali necessari per arrivare alla prima versione del Manifesto il 30 novembre. In questa fase non chiediamo adesioni ma idee e suggerimenti per emendare il Manifesto e dichiarazioni di interesse (sotto forma di endorsment) nei confronti dell’iniziativa
  2. La promozione del Manifesto. Durerà per i prossimi dodici mesi e prevede forme inusuali di partecipazione. E’ in questa fase che chiederemo impegni concreti e adesioni per fare in modo che il Manifesto e i principi che lo compongono diventino un progetto politico condiviso. Per ora non possiamo anticipare di più. Ma vale la pena rimanere sintonizzati.

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3 Commenti

  1. Stella
    Pubblicato 3 novembre 2010 alle 22:02 | Link Permanente

    proviamo …a far sì che i semi delle ricerche accelerino il loro germogliare, senza forzre ma con preciso tempismo…
    per ora più che capire intuisco e resto in feconda attesa di input
    il Manifesto comprenderà anche la Cultura, in tutte le sue estrinsecazioni umane, da sempre arma impareggiabile di lotta pacifica
    saluti abbastanza fiduciosi
    Stella

  2. Pubblicato 3 novembre 2010 alle 22:13 | Link Permanente

    si proviamo, sono pienamente d’accordo !

  3. gianni
    Pubblicato 4 novembre 2010 alle 08:15 | Link Permanente

    si legge spesso la dicitura “democrazia partecipata” o ancora ” bilancio partecipato ” e cio’ affinche’ non rimangano solo sula carta ,credo sia lodevole iniziare a coinvolgere dal basso le componenti del tessuto sociale , gli attori veri delle comunita’ . pertanto ritengo sia utilissimo l’approccio e la continuita’ per il bene e l’interesse generale di tutti

Un Trackback

  1. Scritto da Tweets that mention Un’anomalia tutta italiana -- Topsy.com il 3 novembre 2010 alle 18:04

    [...] This post was mentioned on Twitter by Ernesto Belisario, OpenGovItalia . OpenGovItalia said: Un’anomalia tutta italiana - http://www.datagov.it/un-anomalia-tutta-italiana/ #opengovitalia [...]

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