La costruzione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata, pensando l’utente al centro del sistema e mantenendo aperta la possibilità di far evolvere i sistemi.
Una innovazione permanente per garantire una revisione continua, nelle forme di utilizzo, negli adeguamenti tecnici, funzionali ed organizzativi sempre in linea con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.
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La tua considerazione e’ corretta, pero’ dovresti normare il tutto, spesso nei siti della P.A. vedi delle cose fatte a cento mani che in realta’ non si integrano, o in alcuni casi creano piu’ confusione che servizi.
Facendo seguito al post su Facebook propongo la seguente riformulazione parziale del precedente articolo (le parti nuove o cambiate sono in virgolettato).
La costruzione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata, pensando “al cittadino come centro” del sistema, “attraverso il miglioramento continuo della qualità basato sulla retroazione con gli utenti”.
Una innovazione permanente per garantire una revisione “costante”, nelle forme di utilizzo, negli adeguamenti tecnici, funzionali ed organizzativi sempre in linea con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.
Attenzione alla parola “cittadino”… esclude tutti i domiciliati in Italia (a vario titolo), ma non cittadini… lascerei utente.
Condivido. Il mio era stato un modo di eludere la ripetizione della parola utente che ho dovuto riutilizzare poco dopo parlando di retroazione .
Aggiungerei un ultimo punto.
“nelle nuove soluzioni adottate vanno ricercate e preferite, se non vi sono vantaggi straordinari, quelle che utilizzano formati/standard condivisi gia’ esistenti e provati e aperti, utilizzabili liberamente al fine di facilitare l’interscambio dei dati tra applicazioni vecchie e nuove.
La pubblica amministrazione puo’ promuovere la nascita di formati con tali caratteristiche.
Aggiungerei l’espressione “La costruzione ed erogazione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata”, poiché anche nell’aspetto di erogazione è fondamentale la copartecipazione degli utenti che possono migliorarne la diffusione stessa.
“[...] con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.”
Per quanto efficace la parola paradigma, nel manifestare flessibilità all’interno di un sistema, non è inclusiva ma elitaria, per questo discriminante. Tutti e dieci gli articoli sono sempre vicini al lettore, di ogni estrazione sia nei contenuti che nella forma: eviterei “paradigmi” proprio nell’ultimo periodo. Mi riferirei piuttosto ai “principi della rete” conosciuti per condivisione da tutti (art. 9) e aperti a tutti (art.7).
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