10 – Promuovere l’innovazione permanente nella pubblica amministrazione

La costruzione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata, pensando l’utente al centro del sistema e mantenendo aperta la possibilità di far evolvere i sistemi.
Una innovazione permanente per garantire una revisione continua, nelle forme di utilizzo, negli adeguamenti tecnici, funzionali ed organizzativi sempre in linea con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.


7 Commenti

  1. Posted 2 novembre 2010 at 10:20 | Permalink

    La tua considerazione e’ corretta, pero’ dovresti normare il tutto, spesso nei siti della P.A. vedi delle cose fatte a cento mani che in realta’ non si integrano, o in alcuni casi creano piu’ confusione che servizi.

  2. Giampiero
    Posted 4 novembre 2010 at 18:40 | Permalink

    Facendo seguito al post su Facebook propongo la seguente riformulazione parziale del precedente articolo (le parti nuove o cambiate sono in virgolettato).

    La costruzione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata, pensando “al cittadino come centro” del sistema, “attraverso il miglioramento continuo della qualità basato sulla retroazione con gli utenti”.
    Una innovazione permanente per garantire una revisione “costante”, nelle forme di utilizzo, negli adeguamenti tecnici, funzionali ed organizzativi sempre in linea con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.

  3. Posted 7 novembre 2010 at 08:18 | Permalink

    Attenzione alla parola “cittadino”… esclude tutti i domiciliati in Italia (a vario titolo), ma non cittadini… lascerei utente.

  4. Giampiero Iommi
    Posted 7 novembre 2010 at 09:05 | Permalink

    Condivido. Il mio era stato un modo di eludere la ripetizione della parola utente che ho dovuto riutilizzare poco dopo parlando di retroazione .

  5. Posted 9 novembre 2010 at 18:22 | Permalink

    Aggiungerei un ultimo punto.

    “nelle nuove soluzioni adottate vanno ricercate e preferite, se non vi sono vantaggi straordinari, quelle che utilizzano formati/standard condivisi gia’ esistenti e provati e aperti, utilizzabili liberamente al fine di facilitare l’interscambio dei dati tra applicazioni vecchie e nuove.
    La pubblica amministrazione puo’ promuovere la nascita di formati con tali caratteristiche.

  6. Enrico Scacco
    Posted 14 novembre 2010 at 20:59 | Permalink

    Aggiungerei l’espressione “La costruzione ed erogazione di servizi deve essere sempre realizzata in modalità condivisa e sviluppata”, poiché anche nell’aspetto di erogazione è fondamentale la copartecipazione degli utenti che possono migliorarne la diffusione stessa.

  7. paolo rodorigo
    Posted 15 novembre 2010 at 15:23 | Permalink

    “[...] con l’evoluzione dei paradigmi della Rete.”
    Per quanto efficace la parola paradigma, nel manifestare flessibilità all’interno di un sistema, non è inclusiva ma elitaria, per questo discriminante. Tutti e dieci gli articoli sono sempre vicini al lettore, di ogni estrazione sia nei contenuti che nella forma: eviterei “paradigmi” proprio nell’ultimo periodo. Mi riferirei piuttosto ai “principi della rete” conosciuti per condivisione da tutti (art. 9) e aperti a tutti (art.7).

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