In questo periodo storico assistiamo, quasi inconsapevolmente, ad una rivoluzione culturale negli usi e costumi del sistema di comunicare che va al di là dei termini ormai noti, e per certi aspetti anche fuorvianti, che riconducono a web 2.0, Rete, Social network, social media e altri ancora.
la rivoluzione non consiste solo nell’uso quotidiano che milioni di persone nel mondo fanno di questi strumenti ma nel fatto che per la prima volta nell’era contemporanea questi strumenti sono acquisiti dai figli prima che dai genitori, dai cittadini prima che dai dipendenti, dalla sfera privata prima di quella aziendale.
per una volta i lavoratori pubblici hanno delle conoscenze e delle competenze, che pur non essendo forse consapevoli di averle, possono essere fondamentali nel contribuire a cambiare l’approccio da e verso la PA, tra utenti e collaboratori delle pubbliche amministrazioni.
l’innovazione del manifesto per l’open government, non significa quindi solo fissare dei meri parametri informatici su cui mettere ordine ai dati pubblici. e già sarebbe una cosa importante di per se per altro, ma guardare ben oltre al miglior consumo delle macchine, significa dunque aprirsi ad una nuova cultura nel rapporto tra chi fornisce le informazioni pubbliche e chi ha la necessità di riceverle.
Il lavoro di fornitura delle informazioni dovrebbe essere sempre visto, in metafora, come una figura formata da due piramidi a contatto di vertice.
Da una parte infatti i grandi sforzi intellettuali, tecnologici e logistici devono convergere a mettere a disposizione un prodotto informativo che contenga i valori preventivati e ricercati, presentandosi al contempo nel miglior modo, in relazione alle caratteristiche del potenziale pubblico. Ed in parte un grande impegno deve essere speso per interessare ed agevolare al massimo il pubblico, affinché il beneficio delle informazioni sia totale e non si scontri con sacrifici fastidiosi, inutili e quasi sempre evitabili.
Solamente in questo modo, con la più grande attenzione a questi due aspetti distinti ma collegati, il punto focale di contatto, cioé l’informazione stessa ,fra le nostre immaginarie piramidi, la pubblica amministrazione e l’utenza, può davvero ritenersi organizzato in maniera completa e soddisfacente.
Un esempio, forse banale, mi sovviene quando penso a quante volte nella mia vita professionale mi sono trovato a gestire le informazioni relative a spettacoli ed eventi culturali gestiti da Enti e Fondazioni pubbliche. Prendiamo il caso particolare di una esposizione temporanea. Ciò dà l’occasione per fare un piccolo esempio del concetto generale: ogni oggetto od opera d’arte esposta ha alle spalle una storia, legata alla manifestazione, fatta di viaggio, imballaggi, assicurazioni, dogane, foto, catalogazioni, depositi, denaro ed altro ancora, sia essa una piccola ciotola di terracotta che un grande dipinto. Chi ha a che fare con questi problemi conosce bene la pazienza, la dedizione e l’impegno necessari a far si che tutto funzioni per il meglio.
A loro dunque si chiede di pensare per un momento alle persone che potranno essere in fila davanti alle opere ed alla fatica che spesso avranno dovuto fare per avere le informazioni necessarie per poterci essere: ognuna di loro, e qualche volta sono milioni, ha la sua piccola storia fatta di ferie, viaggi, tempi, prenotazioni, bambini da sistemare, alberghi, soldi, ed altro.
Nella convergenza fisica (e mentale) verso uno stesso punto non c’é allora questa grande differenza di problemi! e non ci dovrebbe essere uno scontro ideologico o di parte ma condivisione di quello che può servire per mettere a posto ciò che non funzina
E’ necessario quindi abituarsi a trattare i due aspetti con la stessa attenzione, anche perché il fine ultimo della Pubblica Amministrazione va più in là dell’incontro con il pubblico. Dare all’utente un buon ricordo generale dei servizi offerti é infatti il terreno più fertile per ricominciare a vendere nella Pubblica amministrazione una struttura in grado di offrire un servizio nel migliore dei modi. Ciò per rafforzare un rapporto che sul piano generale, in Italia, non é ancora sviluppato come sperabile.
per questo è necessario comprendere che oggi chi opera nella PA ha una abituale predisposizione nel trovare in rete le informazioni di cui ha bisogno nella sua sfera privata, e quindi predisporre gli strumenti per consentire loro di rendersi partecipi alla messa a disposizione dei dati di cui è responsabile può contribuire in modo determinante al miglioramento della PA ed in ultima analisi del paese
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