Ieri il Ministro all’innovazione e alla pubblica amministrazione ha lanciato il servizio MiaPA con la presunzione di dare una svolta in senso “social” ai servizi on-line e all’intero sistema dell’eGovernment nel nostro paese.
E’ una presunzione che va colta nella sua positività, scevri da steccati ideologici e da arroccamenti di parte. MiaPa ha alle spalle un grosso lavoro di persuasione e di discussione svolto all’interno del think thank: www.innovatoripa.it , punto di riferimento per gli innovatori pubblici. Si può dire che parta dal basso, non perché è di moda affermarlo, ma perché è vero.
E’ il frutto di un grande lavoro svolto dai due centri studi più all’avanguardia in questo settore, ovvero Formez PA e Forum PA, che hanno il merito di spingere gli advisor (i consiglieri del ministro per primi) verso un incondizionata adesione a quelle che sono le dinamiche più all’avanguardia nel mondo del web sociale e dei social network in particolare.
Dunque MiaPA è una correzione doverosa, un adeguamento forzato, un avvicinamento a paradigmi che sono dei veri e propri totem di riferimento nel campo dell’eDemocracy. Come non ricordare la grande spinta propulsiva di www.fixmystreet.com e di tutti i suoi derivati. Come non riconoscere un apertura al tema dell’Open Data. Come non intravedere nell’utilizzo del palmare e dei servizi di geotagging un opportunità storica per il tema dell’eParticipation.
Troppo entusiasmo? Non credo. Ci sono alcuni must che sono stati rispettati:
- Un azienda italiana come Mobnotes che vuol gareggiare nell’affollata arena del geotagging, dove i vari Foursquare, Gowalla, Facebook place, ecc, stanno dominando la scena.
- Un incredibile mole di dati aperti e da subito utilizzabili che crescerà e sarà iniettata nel sistema, per costruire uno dei Data Base più consistenti a livello europeo.
- Un opportunità per il cittadino che, finalmente può: contare, partecipare, proporre e criticare ……. a portata di palmare.
La prima fase del progetto consiste nel mettere a disposizione dei dati, precaricati, sulla geolocalizzazione dei principali uffici pubblici e, tramite l’interfaccia mobile, poterli identificare attorno alla propria posizione su una mappa geografica.
Una volta utilizzati il servizio pubblico, lo si potrà giudicare esprimendo una valutazione, oppure postando una foto (ad esempio una palese disfunzione ,visivamente riscontrata), oppure ancora, lasciare un commento che verrà preso in carico dal portale Linea Amica curato da Formez PA.
La seconda fase prevede un estensione del servizio su web e ancorasu palmare, per consentire ad ogni cittadino di segnalare disfunzioni di ogni tipo, dalla buca nella strada, al semaforo spento, ecc. Insomma un estensione a livello nazionale di quello già sperimentato a Venezia con il servizio Iris: http://iris.comune.venezia.it/.
Il Ministro ha dunque il merito di far propri paradigmi che, tecnicamente, sono già a portata di mano e a proporre strumenti di utilità che possono mettere, sempre di più, la pubblica amministrazione di fronte alle sue responsabilità, per riflettere sul livello di servizi erogati e, ovviamente per impegnarsi a correggerli e ad offrirli nell’unica modalità oggi possibile: quella che sfrutta lo USER CENTRIC DESIGN.
Forse l’Italia arriva un po’ tardi? Non lo so, esperienze analoghe ce ne sono anche nei paesi anglosassoni e non solo, ma nessuna di queste ha la presunzione e la ferma volontà di portare tutti i dati della PA (inizialmente quelli anagrafici) verso uno standard aperto e, soprattutto, disponibile.
MiaPA è un germoglio che ha bisogno di essere annaffiato con costanza. Per farlo fiorire c’è bisogno che tutti facciano la loro parte. La PA per prima, ma anche i cittadini che, ora, hanno uno strumento per offrire il loro contributo. L’ eParticipation è un diritto a pretendere i servizi, ma è soprattutto una modalità per contribuire alla crescita di un sistema paese.
Riferimenti:
- http://www.mobnotes.com
- http://forumpa.it
- http://lineamica.gov.it/
nota a margine: ad oggi sono circa 12.000 gli uffici pubblici reperibili, ma entro 10 mesi diventeranno 100.000. Inoltre verrà arricchita la gamma delle informazioni sui servizi e sui singoli eventi, consentendo alle amministrazioni di effettuare anche comunicazioni di pubblica utilità. Il Comune di Milano è la prima grande amministrazione che ha aderito al progetto ma “stiamo lavorando con il Comune di Roma e siamo a buon punto” ha sottolineato il ministro che ha citato anche il ministero per i Beni culturali, l’Inps e l’Inail.
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[...] e chi mi segue sa che, sul geotagging, mi sono espresso più volte per un uso sociale e pubblico che ne esaltasse il [...]