Riceviamo un contributo di Marco Massarotto che sta elaborando la sua ultima opera editoriale, nella quale ha riservato un capitolo sulla PA.
La Pubblica Amministrazione è l‘insieme di figure che svolgono in qualche modo la funzione amministrativa nell’interesse della collettività e quindi nell’interesse pubblico.
La P.A. ha sempre comunicato a due vie, e, in qualche modo, è sempre stata interattiva. Purtroppo, si è anche dimostrata molto “analogica”: moduli, macchine da scrivere, fax, archivi, casellari, copie carbone, timbri. L’immaginario e l’immagine della Pubblica Amministrazione italiana è fantozziano, burocratico, cartaceo.
Gestire i flussi di comunicazione tra qualche decina di migliaia di dipendenti e 60 milioni di cittadini con una dotazione di strumenti anacronistici e analogici, è un compito improbo.
L’opportunità della digitalizzazione oggi rappresenta anche il problema della nostra P.A., schiacciata dalla sua stessa inerzia analogica. Eppure l’enorme sforzo di convertirla alle tecnologie e a uno stile di gestione digitale la Pubblica Amministrazione italiana avrebbe conseguenze positive altrettanto enormi.
Proviamo a capire come i flussi della P.A. possono beneficiare dell’interfaccia digitale e ad analizzare poi le opportunità per alcuni settori specifici.
La pubblica amministrazione ha nei confronti dei cittadini i seguenti flussi:
- è fonte di informazione, notizie, novità, aggiornamenti
- è destinataria di denaro, dichiarazioni, denunce
- è emittente di ricevute, attestati, certificazioni
- è gestore di processi decisionali collettivi, elezioni, consultazioni
- è archiviatrice di documenti, atti, informazioni
Questi processi, possono essere fatti analogicamente o digitalmente. Se la leggiamo oggi, a freddo, la scelta digitale per: informare, pagare, certificare, consultare e archiviare appare scontata, ma siccome la P.A. non nasce oggi, tutte queste scelte sono state fatte e implementate nei decenni in chiave analogica.
Le sfide che si presentano oggi alla P.A. per meglio digitalizzarsi sono:
- strutturare flussi informativi digitali e mobile
- implementare sistemi di riscossione (pagamento) web based
- digitalizzare i propri archivi (!)
- sperimentare forme di certificazione/consultazione collettiva
Si tratta di compiti gravosi, ma fondamentali (i primi tre) e uno assolutamente “aperto” (il quarto), in quanto i processi decisionali su piattaforma digitale presentano, a differenza dei primi tre punti, problematiche ancora non risolte. Per raggiungere l’obiettivo di una P.A. digitale, però, è necessaria la “complicità” dei cittadini che ne devono vedere l’utilità, i vantaggi e l’applicazione pratica in modo semplice. Strumentali a tal fine sono dunque questi ulteriori obiettivi:
- Avviare una politica di Open data
- Evangelizzazione digitale del paese
- Redesign di leggi e regolamenti riguardanti la P.A.
Se queste sono linee guida strategiche genericamente valide per enti pubblici e amministrativi, è chiaro che ogni tipologia avrà problematiche e opportunità specifiche da affrontare nella loro sede.
Un Commento
Gli ultimi 3 punti fondamentali sono il cardine di tutta la discussione.
Speriamo in un processo di “evangelizzazione”…
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[...] This post was mentioned on Twitter by Ernesto Belisario. Ernesto Belisario said: RT @opengovitalia: Riprendono i post dei Guest Bloggers di Datagov.it: Marco Massarotto ci parla della Digital PA http://bit.ly/gKdiDN … [...]